Quando un allestimento è fatto bene, nessuno ci pensa. Si vedono i fiori, le luci, l'atmosfera. Non si vedono la progettazione, i calcoli, i tempi, la sicurezza
Quello dell’improvvisazione delle “cugine creative” o dell’”amica che mi dava solo una mano” è un problema enorme! Da fuori sembra facile “ma sì, sono solo palloncini/fiori/tavoli/qualche decorazione…”, in realtà è un sistema complesso fatto di logistica + tecnica + estetica + tempi + sicurezza!
Chi non lavora nel settore vede solo Pinterest, non il dietro le quinte. Chi ci lavora vede tutto quello che può andare storto e lavora affinché non succeda. L'improvvisazione, invece, delle “non professioniste” crea solo disastri!
1) Sottovalutano la complessità perché un allestimento non è solo “mettere cose belle” ma è:
· Pesi e stabilità delle strutture
· Distanze e flussi di persone
· Tempi di montaggio e smontaggio
· Coordinamento con fornitori (location, audio, luci, ecc.)
2) Gestione del tempo disastrosa. Il classico “allestiamo in 2 ore”, in realtà ne servivano almeno 3 e l’evento inizia con gente che monta ancora fondali con l’arrivo degli ospiti! Un professionista non calcola solo il tempo “ideale”, ma anche:
· Imprevisti
· Accessi difficili
· Ritardi di altri fornitori
· Spazi da condividere con altri eventi/allestimenti
3) Nessun piano B (perché non sanno che serve). Il vero professionista pensa:
· “E se piove?”
· “E se il tavolo non passa dalla porta?”
· “E se salta la corrente?”
Chi improvvisa, invece, pensa “vediamo sul momento!”. Spoiler: sul momento è troppo tardi!
4) Materiali sbagliati e/o di bassa qualità.
. Strutture che cedono
· Fissaggi che si staccano
· Composizioni che collassano con il caldo
· Palloni che si sgonfiano dopo poco
La qualità nei materiali è ciò che permette all'allestimento di restare bello e sicuro per tutta la durata dell'evento, deve durare ore sotto stress, non solo mezz’ora per una foto!
5) Nessuna visione d’insieme. Il vero professionista progetta l’esperienza completa: spazi, volumi, altezze, colori, percorsi, punti focali; mentre l’improvvisazione aggiunge pezzi carini che…insieme fanno caos visivo!
Il danno vero? Non è solo estetico ma:
X Stress per il cliente
X Ritardi a catena su fornitori
X Rischi per la sicurezza
X Lavoro dei professionisti veri che viene svalutato
Un altro segnale chiarissimo di improvvisazione è non conoscere il linguaggio tecnico del settore. Nel mondo degli eventi, il lessico non è “gergo da esperti” ma un vero e proprio strumento di lavoro. Se non lo si conosce, non stai solo parlando in modo impreciso ma stai creando dei veri e propri errori operativi.
Se non sai nominare le cose, e ancor più scriverle, non sai davvero gestirle. Le parole tecniche non sono formalità! La mancanza di termini tecnici significa:
1) Non capire le richieste dei fornitori
2) Scrivere richieste tecnicamente imprecise, e se non si usano termini tecnici il fornitore deve interpretare. E quando si interpreta…si sbaglia!
3) Non capire i documenti tecnici: schede tecniche, preventivi, planimetrie…diventano geroglifici!
4) Sottovalutare aspetti legati alla sicurezza (e questa è la parte grave). Non sapere cosa significa:
· Carico sospeso
· Struttura certificata
· Materiale ignifugo
· Portata del palco
vuol dire non rendersi conto dei rischi. E negli eventi, quando crolla qualcosa non è solo “un dettaglio estetico”.
Ricorda: negli eventi tutti vedono i fiori, le luci, i dettagli, pochi vedono studio, tecnica, sicurezza e pianificazione che rendono possibile tutto questo. Eppure è semplice, dietro un allestimento che “sembra facile” c’è un lavoro dietro che non si deve vedere perchè “l’allestimento è invisibile quando è fatto bene. Diventa protagonista solo quando qualcosa va storto!”
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